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CONSULTA SU INTERNET I SITI PER LAVORARE
Il lavoro interinale (detto anche temporaneo o in affitto) è un rapporto di lavoro, introdotto nel nostro ordinamento dalla Legge n.196/97, che consente ad Agenzie autorizzate di collocare, per un certo arco di tempo, manodopera nelle Aziende che ne fanno richiesta.
Si tratta di un
rapporto tra : lavoratore, Agenzia e impresa utilizzatrice.
Il lavoratore è assunto e retribuito dallAgenzia di lavoro
temporaneo, mentre limpresa paga allAgenzia
lammontare della retribuzione del lavoratore più una quota
di commissione per il servizio di fornitura della manodopera.
E' una nuova opportunità per coloro che:
Il contratto
Il contratto di fornitura di lavoro interinale si può stipulare:
Non si può stipulare invece:
Il contratto deve essere scritto e contenere le seguenti informazioni:
Tipi di contratto
Contratto a tempo determinato
Contratto a tempo indeterminato
Il Ministero del Lavoro ha previsto normative molto rigide per la concessione dellautorizzazione ad esercitare lattività di fornitura di lavoro temporaneo, perciò è necessario rivolgersi ad Agenzie di lavoro interinale autorizzate dal Ministero attraverso apposito Decreto Ministeriale che possiedono i necessari requisiti che ne garantiscono laffidabilità e la consistenza organizzativa ed economica.
QuandoccoRre
Spa Agenzia per il Lavoro (Aut.Min.
Prot.n.1249 / SG del 30.12.2004) Ricerca CUCITORI
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di produzione. La ricerca è rivolta a diplomati/laureati
con significativa esperienza in posizione analoga ed
ottima conoscenza delle lingue Inglese e Tedesco,
perfezionate con soggiorni allestero . Durata
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PROFESSIONALI: per importante Clinica privata.
La ricerca è rivolta a brillanti candidati di muniti di
laurea in Infermieristica, motivazione a lavorare nel
settore e disponibilità a lavorare su turni.
Indispensabile la disponibilità per il mese di agosto. Durata
iniziale: 3mesi Sede
di lavoro: Provincia di Avellino ADDETTI
CALL CENTER: per interessante azienda operante nel
settore opere darte. La ricerca è rivolta a
brillanti diplomati/laureati, con buona cultura,
attitudine alle relazioni commerciali, esperienza di
telemarketing / teleselling motivazione a lavorare nel
settore. Durata
iniziale: 2-3 mesi con buone prospettive Sede di
lavoro: Provincia di Napoli (Napoli Est) PER QUESTI
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inviare un dettagliato curriculum vitae ai nostri
riferimenti: Fax
081/5627338 - email napoli@quandoccorre.it La ricerca
si svolge nel rispetto delle leggi per le pari
opportunità (L. 903/77) e del trattamento riservato dei
dati personali
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Testo tratto dal sito http://www.welfare.gov.it/
LEGGE BIAGI, UNA RIFORMA PER IL LAVORO
Guida alle novità
(legge 14 febbraio 2003, n. 30)
1. UNA RIFORMA PER LA PERSONA E LIMPRESA
La riforma Biagi vuole distribuire la quantità di lavoro determinata dallo sviluppo economico sul più alto numero possibile di persone.
Le regole attuali hanno in parte la responsabilità di avere prodotto il paese, in Europa, con il più basso tasso di occupazione regolare e il più alto numero di lavoratori in nero.
La riforma Biagi vuole occupare in particolare più giovani nel mezzogiorno, e più donne e più anziani nellintero paese.
Questo obiettivo si realizza con un sistema di servizi pubblici e privati che, in rete tra loro, accompagnano e facilitano lincontro tra coloro che cercano lavoro e coloro che cercano lavoratori.
Regole più moderne e più europee vogliono favorire il reciproco adattamento fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese, con particolare riguardo allorario di lavoro.
In ogni caso la riforma Biagi ha lo scopo di promuovere un lavoro regolare e non precario.
Al contrario, le regole tradizionali hanno nei fatti prodotto tanti lavori in nero o insicuri, come nel caso di molte collaborazioni coordinate e continuative.
Scheda / il mercato del lavoro italiano in cifre
in Italia lavora regolarmente solo un cittadino su due tra i 15 e i 65 anni di età e solo il 42 per cento delle donne: le percentuali più basse dEuropa
solo un cittadino su due paga il sistema previdenziale, mentre nei paesi più evoluti si raggiungono livelli superiori al 70 per cento
in Italia, sono disoccupate 9 persone su 100 (18 in alcune aree del mezzogiorno); in particolare, molto grave è la situazione delle donne, degli adulti over 45 e dei giovani
i giovani italiani partecipano ad attività formative meno dei coetanei europei, ma in Italia la disoccupazione giovanile e la disoccupazione di lungo periodo (più di dodici mesi senza lavoro o formazione) è tra i livelli più alti dEuropa
lItalia senza lavoratori del Nord-Est si contrappone allItalia senza lavoro del mezzogiorno; linefficienza dei servizi pubblici allimpiego aggrava le caratteristiche strutturali e permanenti nel tempo della disoccupazione meridionale
il lavoro nero e irregolare assume in Italia dimensioni due o tre volte superiori rispetto alla media degli altri paesi europei; stime recenti ci dicono che il fenomeno del lavoro irregolare riguarda oltre cinque milioni di posizioni lavorative
2. LA RETE DEI SERVIZI PUBBLICI E PRIVATI CHE ACCOMPAGNANO AL LAVORO (art. 1)
In Italia solo il 4 per cento dei rapporti di lavoro passa dagli attuali servizi per limpiego, nati recentemente dal monopolio pubblico degli uffici di collocamento dedicati solo a pratiche burocratiche. Gli operatori privati sono rappresentati quasi soltanto dalle agenzie che forniscono lavoro in affitto a tempo determinato. Così, chi cerca lavoro o cerca lavoratori brancola nel buio e si affida a meccanismi inefficienti come le reti degli amici, i passaparola, le conoscenze dei genitori, ecc.
La riforma consentirà lo sviluppo e la diffusione degli operatori privati mentre la recente revisione delle funzioni degli uffici pubblici consentirà anche ad essi di erogare servizi.
I servizi privati sono gratuiti per i lavoratori e onerosi solo per le imprese.
Operatori pubblici e privati saranno presto collegati tra di loro da un sistema informatico che consentirà agevolmente, su tutto il territorio nazionale, di far incontrare domanda e offerta di lavoro.
Questa rete è essenziale anche per la riforma dei sussidi ai disoccupati che si collegheranno più strettamente ai servizi di orientamento e di formazione.
3. LAVORO E FORMAZIONE LUNGO TUTTO LARCO DELLA VITA (art. 2)
La riforma vuole rendere più efficaci i modi per entrare o rientrare nel mercato del lavoro regolare attraverso contratti che uniscono alla prestazione lavorativa le necessarie attività di formazione e di riqualificazione professionale.
Le attività di formazione che sono comprese nei contratti di apprendistato e di formazione lavoro potranno essere programmate e organizzate flessibilmente anche con il concorso delle rappresentanze dei lavoratori e degli imprenditori, in modo da superare rigidità come quella relativa alla separazione fra formazione esterna e formazione interna alla impresa.
Le esperienze di lavoro che non costituiscono ancora un rapporto di lavoro sono tutte ricondotte al cosiddetto tirocinio, con il quale i giovani prendono confidenza con il mondo del lavoro, acquisiscono competenza, si fanno apprezzare da possibili datori di lavoro.
4. ADATTABILITA RECIPROCA TRA LAVORATORI E IMPRESA: NUOVE TUTELE E NUOVE OPPORTUNITA (art. 4)
La riforma regola - o riregola - alcuni contratti di lavoro che dovrebbero favorire lingresso o la permanenza al lavoro di persone che hanno bisogno di coniugare il tempo di lavoro con quello dedicato alla famiglia, allapprendimento o ad altri scopi.
Questi contratti sono disciplinati in modo da incoraggiare le imprese ad utilizzarli, superando la tradizionale resistenza a distribuire su più persone la stessa quantità di lavoro.
Attraverso questi contratti sarà possibile regolarizzare forme di lavoro sommerso o dare stabilità attraverso il tempo indeterminato a rapporti che oggi sono precari.
Le nuove norme hanno lo scopo di allargare le tutele e le opportunità per i lavoratori nonché le convenienze per le imprese.
La fornitura regolata di lavoro (art. 1, comma 2, lettera m)
Queste norme sono utili a dare maggiori tutele a quei molti lavoratori che prestano la loro opera in un ufficio o in una fabbrica senza dipendere direttamente dallente o dallimpresa che tali sedi gestisce.
Questi lavoratori sono spesso dipendenti per lo più precari di fatto - da società o cooperative che svolgono un appalto di servizi (per funzioni di vigilanza, di pulizia, di logistica, ecc.) la cui legittimità è talora di incerta definizione.
Altre volte si tratta di lavoratori sommersi.
Le nuove regole definiranno con maggiore certezza il confine tra lappalto di servizi (che richiede lessenziale requisito del rischio di impresa) e la pura fornitura di lavoro (che si pone poi alle dipendenze dellazienda ospitante). In questo secondo caso la fornitura di lavoro dovrà avere almeno tutti i requisiti richiesti allagenzia di lavoro temporaneo e tutte le tutele previste per il lavoro interinale
I contratti a tempo parziale (art. 3)
In Italia i contratti a tempo parziale sono soltanto 9 su cento, contro il 18 per cento della media europea, il 25 per cento in Gran Bretagna, il 42 per cento in Olanda.
Questi contratti sono richiesti oggi dalle lavoratrici e dai lavoratori, ma sono sgraditi alle imprese, anche perché sono regolati più rigidamente rispetto agli altri paesi europei.
I primati negativi dellItalia per quanto riguarda loccupazione femminile (42 per cento) e di coloro che sono tra i 55 e i 65 anni (meno del 30 per cento) sono dovuti anche alla scarsa diffusione dei contratti a tempo parziale.
La riforma si caratterizza per il necessario equilibrio tra lesigenza dei lavoratori di poter disporre e organizzare una parte del loro tempo per finalità diverse dal lavoro e quella delle imprese di poter ampliare o correggere il tempo di lavoro in relazione allemergere di nuove esigenze della produzione.
I contratti collettivi e individuali ne definiranno le modalità (congruo preavviso, limiti temporali, remunerazione dello straordinario, ecc.) a tutela del lavoratore.
Il lavoro a tempo parziale, che per lo più è a tempo indeterminato, offre la possibilità di un lavoro a molte più persone e consente in alcuni casi di trasformare in un rapporto a tempo indeterminato forme di lavoro precarie o sommerse.
Basti pensare alla possibilità di sostituire periodici contratti di lavoro stagionali per definizione precari - con contratti a tempo indeterminato di part time cosiddetto verticale (lavoro a tempo pieno per settimane o mesi e periodi di non lavoro).
Lavoro intermittente (art. 4, comma 1, lettera a)
Si tratta di contratti di lavoro che prevedono tempi di lavoro certi e/o tempi di lavoro incerti durante i quali la persona è a disposizione ricevendo una adeguata indennità.
Questi contratti - per lo più a tempo indeterminato offrono adeguate tutele a lavoratori che altrimenti sono saltuariamente impiegati con formule precarie e poco protette, come il lavoro a fattura.
Lavoro a coppia (art. 4, comma 1, lettera e)
Il lavoro a coppia è già diffuso in molti paesi industrializzati per consentire a due o più persone (coniugi, madri, studenti, ecc.) di garantire insieme una prestazione di lavoro, distribuendosi liberamente settimane, giornate o parti della giornata di lavoro.
Si tratta di rapporti di lavoro di qualità, a tempo indeterminato, che ampliano la possibilità di entrare o restare nel mercato del lavoro.
Lavoro a progetto (art. 4 , comma 1, lettera c)
Le collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.) sono aumentate soprattutto negli anni novanta e hanno rappresentato un modo con cui la realtà ha individuato nelle pieghe della legge le strade per superare rigidità e insufficienze delle regole del lavoro.
La riforma Biagi supera la farisaica accettazione di questa pratica elusiva e riconduce le attuali co.co.co. o al lavoro subordinato o al lavoro a progetto, forma di lavoro autonomo che deve avere un capo e una coda.
Dovranno essere ricondotti a questa tipologia i rapporti in base ai quali il lavoratore assume stabilmente, senza vincolo di subordinazione, lincarico di eseguire un progetto o un programma di lavoro, o una fase di esso, concordando direttamente con il committente modalità di esecuzione, durata, criteri e tempi di corresponsione del compenso.
Si allargano così le tutele per i lavoratori e le certezze per le imprese, evitando il facile aggiramento dei costi del lavoro subordinato.
Lavoro occasionale e accessorio (art. 4, comma 1, lettera d)
La riforma vuole soprattutto far emergere quelle attività di cura e di assistenza (baby sitting, badanti, lezioni private, giardinaggio, ecc.) o comunque di breve durata che oggi sono quasi sempre sommerse.
Oltre a definire in che cosa consistano, le nuove norme consentiranno una facile regolarizzazione di questi rapporti attraverso lagevole acquisto di tickets da consegnare al prestatore di lavoro cui compete il deposito presso listituto previdenziale e assicurativo.
5. LA COLLABORAZIONE TRA LE ORGANIZZAZIONI DEI LAVORATORI E DEGLI IMPRENDITORI (art. 5)
La riforma Biagi sostiene la collaborazione tra le rappresentanze dei lavoratori e degli imprenditori attraverso la libera creazione di organismi dalle stesse gestiti per obiettivi condivisi (enti bilaterali)
Le nuove norme impegnano le imprese al rispetto di tutti i contenuti contrattuali che spesso includono anche ladesione a questi organismi.
Agli enti bilaterali sono in particolare affidati vari compiti che rafforzano i servizi alle persone che cercano lavoro (collocamento), che entrano o rientrano nel mercato del lavoro (formazione), che stipulano contratti di lavoro (certificazione della volontà delle parti).
In questo modo la riforma intende promuovere un modello di relazioni industriali di tipo partecipativo-collaborativo.
6. IL COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA DI PREVENZIONE E DI VIGILANZA (art. 8)
Un moderno mercato del lavoro impone ladattamento dellapparato ispettivo, che sarà chiamato a svolgere non solo le tradizionali funzioni repressive e sanzionatorie, ma anche vere e proprie funzioni preventive e di sostegno al regolare e corretto funzionamento dei rapporti di lavoro.
Uno stretto coordinamento tra le attività ispettive di Inps, Inail e Ministero del Lavoro consentirà di evitare il loro casuale succedersi nella stessa impresa,allargando con il superamento delle sovrapposizioni il loro campo di vigilanza.
Per il testo integrale della legge visitare il sito: http://www.welfare.gov.it/
Il Lavoro Autonomo è una misura prevista dal Titolo II del Decreto 185/2000 pensata per chi vuole mettersi in proprio creando un'impresa da solo, in forma di ditta individuale.
Sviluppo Italia
finanzia chi vuole mettersi in proprio attraverso il Lavoro
Autonomo con un massimo di 25.823 euro.
Nel biennio 2003-2004 il Lavoro Autonomo ha creato 24.167 nuove imprese nelle quali sono occupate 29.000 persone.
Per avviare un'attività in forma di Lavoro Autonomo devi essere:
Anche la sede legale e operativa della società deve rientrare nei territori agevolabili.
Si considerano occupati, e quindi non possono avvalersi di queste agevolazioni:
Con riferimento al punto 1, ai fini della individuazione dei soggetti titolari di rapporti di lavoro dipendente, saranno considerati i criteri di cui al D.P.R 22 dicembre 1986 n. 917 (recante "Approvazione del Testo Unico delle imposte sui redditi") e successive modifiche e integrazioni e, partitamente gli artt. 49 e 50".
Con i finanziamenti per il Lavoro Autonomo puoi avviare iniziative in qualsiasi settore:
COSA NON SI PUÒ
FARE
Non puoi
avviare iniziative che si riferiscono a:
e, comunque, relative a settori esclusi dal CIPE o da disposizioni comunitarie.
Le agevolazioni finanziarie concedibili sono:
Il finanziamento a tasso agevolato per gli investimenti è pari al 50% del totale delle agevolazioni finanziarie concedibili (investimento + gestione) e non può superare l'importo di 15.494 euro.
Il contributo a fondo perduto per gli investimenti è pari alla differenza tra l'ammontare degli investimenti ritenuti ammissibili e l'importo del finanziamento a tasso agevolato.
Il contributo a fondo perduto per le spese di gestione sostenute nel primo anno di attività non può in ogni caso superare l'ammontare di 5.165 euro.
Il totale dei
contributi a fondo perduto (investimenti + gestione) è pertanto
pari al 50% delle agevolazioni complessivamente concesse.
Al momento della stipula del contratto di agevolazione puoi avere
un anticipo pari al 40% del totale dei contributi concessi in
conto investimento; il restante 60% ti verrà erogato in un'unica
soluzione a saldo, una volta completati gli investimenti.
Puoi utilizzare i finanziamenti per l'investimento per:
Puoi utilizzare i finanziamenti per la gestione per:
COSA NON FINANZIA
Non
puoi utilizzare i finanziamenti per:
Per ottenere le agevolazioni devi presentare una domanda con le indicazioni dell'attività che vuoi avviare e sulla tua idea imprenditoriale, insieme ad alcuni allegati che attestano l'esistenza dei requisiti di legge richiesti.
Puoi compilare
la tua domanda direttamente online utilizzando l'apposita
scheda.
La domanda va poi inviata, senza alcuna modifica, tramite
raccomandata A.R., insieme agli allegati, alla sede di Sviluppo
Italia regionale competente per il tuo territorio.
Dopo una prima
fase diretta a verificare la validità formale
della tua domanda, il tuo progetto imprenditoriale verrà
sottoposto a un rapido processo selettivo di valutazione, per
verificare l'effettiva realizzabilità della tua
idea dal punto di vista tecnico, economico e finanziario.
In caso di approvazione verrai convocato per la stipula
del contratto e dal momento della firma la tua impresa
potrà usufruire, durante il primo anno di attività, di un
servizio totalmente gratuito di assistenza tecnica e gestionale.
Se hai intenzione di chiedere i finanziamenti previsti dalla misura del Lavoro Autonomo per il tuo progetto di impresa compila la domanda on line entrando nella sezione dedicata all'autoimpiego, dove troverai maggiori informazioni.
Il Franchising è misura prevista dal Titolo II del Decreto 185/2000 indicata per chi vuole avviare una nuova impresa ma non vuole partire da zero, e preferisce affiliare la propria impresa ad un marchio già affermato.
Il Franchising è infatti un accordo di collaborazione che vede da una parte un'azienda con una formula commerciale consolidata (franchisor) e dall'altra una società o una persona fisica (franchisee) che aderisce a questa formula.
L'azienda "madre"
(franchisor) concede all'affiliato (franchisee) il proprio
marchio, oltre ad assistenza tecnica e consulenza sui metodi di
lavoro. In cambio il franchisee si impegna a rispettare standard
e modelli di gestione e produzione stabiliti dal franchisor.
I risultati di questa nuova formula di fare impresa sono stati incoraggianti: nel biennio 2003-2004 il franchising ha creato 109 nuove imprese dove hanno trovato occupazione 218 persone.
Per saperne di più ed essere aggiornati in maniera semplice e costante iscrivetevi a Sviluppo Italia Inform@ la newsletter del Gruppo SI.
Se vuoi avviare la tua iniziativa in qualità di
franchisee (affiliato) puoi proporre il tuo progetto sia da
singolo, costituendo una ditta individuale, sia in gruppo,
costituendo qualsiasi tipo di società (escluse le cooperative e
le società di fatto).
Le ditte individuali devono essere costituite
dopo la presentazione della domanda di ammissione alle
agevolazioni, mentre le società devono esserlo in data
antecedente.
Per proporre un'iniziativa in Franchising in forma di ditta individuale devi essere:
Anche la sede legale e operativa della società deve rientrare nei territori agevolabili.
A CHI NON SI
RIVOLGE
I
finanziamenti per il franchising non si rivolgono a società che
abbiano già iniziato la loro attività.
Si considerano occupati:
È possibile presentare domanda di affiliazione solo con i franchisor convenzionati con Sviluppo Italia.
È qui
disponibile l'elenco dei franchisor che hanno stipulato la
Convenzione di accreditamento con Sviluppo Italia.
Di ciascuno di essi puoi consultare:
Le agevolazioni che puoi ottenere per avviare un'attività di Franchising sono:
L'importo
complessivo del fondo perduto non può superare il 50% del totale
dei contributi concessi, mentre l'ammontare complessivo delle
agevolazioni finanziarie non può superare il limite del "de
minimis", pari a 100.000 euro.
Puoi utilizzare i finanziamenti per l'investimento per:
Puoi utilizzare i finanziamenti per la gestione per:
COSA NON FINANZIA
Non puoi
utilizzare i finanziamenti per:
Per ottenere le agevolazioni devi presentare una domanda con le indicazioni sull'attività che vuoi avviare e sulla tua idea imprenditoriale, insieme ad alcuni allegati che attestano l'esistenza dei requisiti di legge richiesti.
Puoi compilare la tua domanda direttamente online utilizzando l'apposita scheda.
La domanda va
poi inviata, senza alcuna modifica, tramite raccomandata A.R.,
insieme agli allegati, a:
Sviluppo Italia S.p.A.
Funzione Sostegno Politiche Occupazionali
Via Pietro Boccanelli, 30
00138 - ROMA
Dopo una prima fase, diretta a verificare la validità formale della tua domanda, sarai messo in contatto direttamente con il franchisor prescelto per redigere, con la sua collaborazione, il progetto di impresa. Quest'ultimo verrà poi sottoposto a un rapido processo di valutazione, per verificare l'effettiva realizzabilità della tua idea dal punto di vista tecnico, economico e finanziario.
In caso di approvazione, firmerai il contratto di affiliazione. Verrai poi convocato per la stipula del contratto e, dal momento della firma, la tua impresa potrà usufruire, durante il primo anno di attività, di un servizio totalmente gratuito di assistenza tecnica e gestionale.
Se hai intenzione di chiedere i finanziamenti previsti dalla misura del Lavoro Autonomo per il tuo progetto di impresa compila la domanda on line entrando nella sezione dedicata all'autoimpiego, dove troverai maggiori informazioni.
Subentro in agricoltura
Il Subentro in agricoltura è uno degli incentivi in favore dell'autoimprenditorialità previsti dal Titolo I del Decreto 185/2000 rivolto a giovani agricoltori che intendono subentrare a un parente entro il terzo grado nella conduzione di un'azienda agricola.
Per usufruire delle agevolazioni è necessario:
I giovani devono risultare Imprenditori Agricoli Professionali (IAP), secondo quanto previsto dal D. Lgs. 99/2004, subentrati nella azienda agricola del conducente uscente da non più di 12 mesi dalla data di presentazioni della domanda di ammissioni alle agevolazioni, ovvero subentrati per mortis causa ad un parente entro il terzo grado, purché il progetto sia inoltrato nei 6 mesi successivi al decesso.
Nel caso in cui non siano ancora subentrati, devono impegnarsi a conseguire la qualifica di IAP al momento della deliberazione di ammissione alle agevolazioni e di formalizzare l'avvenuto subentro al conduttore uscente, non oltre tre mesi dalla stessa data.
I progetti d'impresa possono riguardare la produzione, la trasformazione e la commercializzazione di prodotti in agricoltura, comprese le attività di agriturismo (compatibili limitatamente a misure di diversificazione del reddito agricolo).
È possibile consultare l'elenco dei prodotti agricoli stabiliti dalla UE nel file allegato in fondo alla pagina.
Sono agevolate solo le ditte individuali.
I progetti devono perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:
COSA NON SI PUÒ FARE
Sono esclusi dal finanziamento i progetti che prevedono
investimenti di mera sostituzione di beni preesistenti.
Attenzione
Esistono limitazioni ai finanziamenti derivanti dalla
vigente normativa comunitaria.
I progetti in agricoltura (compresi quelli destinati ad attività
agrituristica) devono essere compatibili con le disposizioni
contenute nei POR e nel PSR (Piano di Sviluppo Rurale).
Gli investimenti previsti per migliorare, riconvertire o valorizzare l'impresa agricola esistente non devono superare 1.032.000 euro.
Finanziamenti
per l'investimento
Consistono in contributi a fondo perduto e mutui a tasso
agevolato concessi entro i limiti stabiliti dall'Unione Europea.
In particolare, per i progetti nel settore della produzione
agricola le agevolazioni sono concedibili esclusivamente in
termini di ESL secondo i limiti fissati dagli Orientamenti (GUCE
C 28/2000) che prevedono:
Tali massimali
possono essere elevati di 10 punti percentuali per i giovani
agricoltori ai sensi del punto 4.1.1.2 degli Orientamenti.
Per i progetti nel settore della trasformazione e
commercializzazione dei prodotti agricoli, le agevolazioni sono
concedibili esclusivamente in termini di ESL secondo i limiti
fissati dagli Orientamenti (GUCE C 28/2000) che prevedono:
Ai fini del
calcolo di ESL concorrono eventuali altre agevolazioni
finanziarie pubbliche concesse al beneficiario.
Secondo le disposizioni di cui all'art. 72 della Legge n.
289/2002, l'ammontare della quota di contributo soggetta a
rimborso non può essere inferiore al 50% dell'importo
contributivo. Si precisa che il totale del premio per il primo
insediamento dei giovani agricoltori, degli aiuti destinati all'assistenza
tecnica e del contributo c/investimento non può superare l'importo
del mutuo agevolato erogabile.
Finanziamenti
per la gestione
In conformità alle disposizioni comunitarie non sono previsti
contributi per le spese di gestione.
Per l'insediamento di giovani agricoltori è previsto un premio
unico dell'importo massimo di 25.000 euro.
Vincoli
Le agevolazioni sono subordinate alla sussistenza delle seguenti
condizioni:
Servizi
di assistenza tecnica
Si tratta di servizi finalizzati alla crescita imprenditoriale
del giovane imprenditore e comprendono:
Sono erogabili per un importo massimo pari a 100.00,00 e per un periodo di 3 anni e secondo le modalità descritte nel Format dello Studio di Fattibilità.
La domanda deve essere redatta secondo il modello predisposto da Sviluppo Italia a cui vanno allegati, in duplice copia, i seguenti documenti:
La domanda va
presentata a mezzo raccomandata A.R. a:
Sviluppo Italia S.p.A.
Funzione Creazione d'Impresa
Via Boccanelli, 30
00138 - Roma