Lavoro

Il Servizio Informagiovani non assume alcun tipo di responsabilità in merito all'attendibilità degli annunci in bacheca o di risoluzioni negative causati da eventuali rapporti lavorativi

   
 

Il Centro Informagiovani dispone di un vasto archivio cartaceo e multimediale riguardo a Gazzette Ufficiali , Comunità Europea, Corte Costituzionale, B.U.R.C.     

Per eventuali informazioni telefona allo 0823 974470  o scrivi all'indirizzo      e-mail: informagiovani@mondragone.net

   

 

CONSULTA SU INTERNET I SITI PER LAVORARE

http://www.okkupati.rai.it/

http://www.articolo1.it/

http://www.concorsixtutti.it/

http://www.europalavoro.it/

 

LAVORO INTERINALE

Il lavoro interinale (detto anche temporaneo o in affitto) è un rapporto di lavoro, introdotto nel nostro ordinamento dalla Legge n.196/97, che consente ad Agenzie autorizzate di collocare, per un certo arco di tempo, manodopera nelle Aziende che ne fanno richiesta.

Si tratta di un rapporto tra : lavoratore, Agenzia  e impresa utilizzatrice.
Il lavoratore è assunto e retribuito dall’Agenzia di lavoro temporaneo, mentre l’impresa paga all’Agenzia l’ammontare della retribuzione del lavoratore più una quota di commissione per il servizio di fornitura della manodopera.

E' una nuova opportunità per coloro che:

Il contratto

Il contratto di fornitura di lavoro interinale si può stipulare:

Non si può stipulare invece: 

Il contratto deve essere scritto e contenere le seguenti informazioni:

Tipi di contratto

Contratto a tempo determinato

Contratto a tempo indeterminato

 

Il Ministero del Lavoro ha previsto normative molto rigide per la concessione dell’autorizzazione ad esercitare l’attività di fornitura di lavoro temporaneo, perciò è necessario rivolgersi ad Agenzie di lavoro interinale autorizzate dal Ministero attraverso apposito Decreto Ministeriale che possiedono i necessari requisiti che ne garantiscono l’affidabilità e la consistenza organizzativa ed economica.

 

Offerte di Lavoro

le nostre offerte di lavoro sono aggiornate settimanalmete

 

 

QuandoccoRre spa

Agenzia per il Lavoro

QuandoccoRre Spa – Agenzia per il Lavoro

(Aut.Min. Prot.n.1249 / SG del 30.12.2004)

Ricerca

CUCITORI INDUSTRIALI : per interessante azienda di coibentazione. La ricerca è rivolta a candidati che abbiano maturato una significativa esperienza su macchine da cucire industriali ed interessati alla cucitura di tessuti in fibra di vetro e resistenti alle alte temperature.

Durata iniziale: 3 mesi 

Sede di lavoro: Arzano (NA)

 

HOSTESS PER ACCOGLIENZA CLIENTI: Per importante concessionaria automobilistica. La ricerca è rivolta a candidate di buona cultura con attitudine alle relazioni interpersonali e significativa esperienza in settore posizione analoga.

Indispensabile la disponibilità per tutto il mese di agosto.

Sede di lavoro: Napoli

 

ADDETTO UFFICIO COMMERCIALE - ESTERO : per importante azienda di produzione. La ricerca  è rivolta a diplomati/laureati con significativa esperienza in posizione analoga ed ottima conoscenza delle lingue Inglese e Tedesco, perfezionate con soggiorni all’estero .

Durata iniziale : 4-6 mesi  con ottime prospettive.

Sede di lavoro: Prov. di Caserta 

 

INFERMIERI PROFESSIONALI:  per importante Clinica privata. La ricerca è rivolta a brillanti candidati di muniti di laurea in Infermieristica, motivazione a lavorare nel settore e disponibilità a lavorare su turni. Indispensabile la disponibilità per il mese di agosto.

Durata iniziale: 3mesi 

Sede di lavoro: Provincia di Avellino

 

ADDETTI CALL CENTER: per interessante azienda operante nel settore opere d’arte. La ricerca è rivolta a brillanti diplomati/laureati, con buona cultura, attitudine alle relazioni commerciali, esperienza di telemarketing / teleselling motivazione a lavorare nel settore.

Durata iniziale: 2-3 mesi  con buone prospettive

Sede di lavoro: Provincia di Napoli (Napoli Est)

 

PER QUESTI ANNUNCI CONTATTARE LA

FILIALE DI  NAPOLI: Centro direz. is.E/4 Tel.081/5627313

Oppure inviare un dettagliato curriculum vitae ai nostri riferimenti:

Fax  081/5627338 - email   napoli@quandoccorre.it

La ricerca si svolge nel rispetto delle leggi per le pari opportunità (L. 903/77) e del trattamento riservato dei dati personali

Offerte di lavoro ManPower SPA

n. 20 SALDATORI, per azienda leader nel settore Metalmeccanico, richiesta esperienza, anche breve, nella mansione. Conoscenza della saldatura a filo continuo o ad elettrodo.

Zona di lavoro: Pignataro Maggiore.

 

n. 10 MANUTENTORI MECCANICI/ELETTRICI, per azienda leader nel settore Metalmeccanico, richiesta precedente esperienza nella manutenzione meccanica o elettrica di impianti industriali.

Zona di lavoro: Pignataro Maggiore.

 

n. 1 RESPONSABILE DI MAGAZZINO, per azienda leader nel settore Commercio, richiesta precedente esperienza nel coordinamento di un team di lavoro, controllo carico e scarico merce, fatturazione, controllo giacenze e nuovi ordini.

Zona di lavoro: Pastorano.

 

n. 3 TUBISTI/IDRAULICI, per azienda leader nel settore Edile, richiesta precedente esperienza nella installazione e manutenzione di impianti idraulici civili ed industriali.

Zona di lavoro: S.Maria Capua Vetere.   

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Erika Procopio
  MANPOWER S.p.A.
Filiale di S.Maria C.V.
Tel. 0823 843436  Fax 0823 818974
erika.procopio@manpower.it  

Testo tratto dal sito http://www.welfare.gov.it/

LEGGE BIAGI, UNA RIFORMA PER IL LAVORO

Guida alle novità

(legge 14 febbraio 2003, n. 30)

 

1. UNA RIFORMA PER LA PERSONA E L’IMPRESA

La riforma Biagi vuole distribuire la quantità di lavoro determinata dallo sviluppo economico sul più alto numero possibile di persone.

Le regole attuali hanno in parte la responsabilità di avere prodotto il paese, in Europa, con il più basso tasso di occupazione regolare e il più alto numero di lavoratori in nero.

La riforma Biagi vuole occupare in particolare più giovani nel mezzogiorno, e più donne e più anziani nell’intero paese.

Questo obiettivo si realizza con un sistema di servizi pubblici e privati che, in rete tra loro, accompagnano e facilitano l’incontro tra coloro che cercano lavoro e coloro che cercano lavoratori.

Regole più moderne e più europee vogliono favorire il reciproco adattamento fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese, con particolare riguardo all’orario di lavoro.

In ogni caso la riforma Biagi ha lo scopo di promuovere un lavoro regolare e non precario.

Al contrario, le regole tradizionali hanno nei fatti prodotto tanti lavori in nero o insicuri, come nel caso di molte collaborazioni coordinate e continuative.

 

Scheda / il mercato del lavoro italiano in cifre

• in Italia lavora regolarmente solo un cittadino su due tra i 15 e i 65 anni di età e solo il 42 per cento delle donne: le percentuali più basse d’Europa

• solo un cittadino su due paga il sistema previdenziale, mentre nei paesi più evoluti si raggiungono livelli superiori al 70 per cento

• in Italia, sono disoccupate 9 persone su 100 (18 in alcune aree del mezzogiorno); in particolare, molto grave è la situazione delle donne, degli adulti over 45 e dei giovani

• i giovani italiani partecipano ad attività formative meno dei coetanei europei, ma in Italia la disoccupazione giovanile e la disoccupazione di lungo periodo (più di dodici mesi senza lavoro o formazione) è tra i  livelli più alti d’Europa

• l’Italia senza lavoratori del Nord-Est si contrappone all’Italia senza lavoro del mezzogiorno; l’inefficienza dei servizi pubblici all’impiego aggrava le caratteristiche strutturali e permanenti nel tempo della disoccupazione meridionale

• il lavoro nero e irregolare assume in Italia dimensioni due o tre volte superiori rispetto alla media degli altri paesi europei; stime recenti ci dicono che il fenomeno del lavoro irregolare riguarda oltre cinque milioni di posizioni lavorative

 

2. LA RETE DEI SERVIZI PUBBLICI E PRIVATI CHE ACCOMPAGNANO AL LAVORO (art. 1)

In Italia solo il 4 per cento dei rapporti di lavoro passa dagli attuali servizi per l’impiego, nati recentemente dal monopolio pubblico degli uffici di collocamento dedicati solo a pratiche burocratiche. Gli operatori privati sono rappresentati quasi soltanto dalle agenzie che forniscono lavoro in affitto a tempo determinato. Così, chi cerca lavoro o cerca lavoratori brancola nel buio e si affida a meccanismi inefficienti come le reti degli amici, i passaparola, le conoscenze dei genitori, ecc.

La riforma consentirà lo sviluppo e la diffusione degli operatori privati mentre la recente revisione delle funzioni degli uffici pubblici consentirà anche ad essi di erogare servizi.

I servizi privati sono gratuiti per i lavoratori e onerosi solo per le imprese.

Operatori pubblici e privati saranno presto collegati tra di loro da un sistema informatico che consentirà agevolmente, su tutto il territorio nazionale, di far incontrare domanda e offerta di lavoro.

Questa rete è essenziale anche per la riforma dei sussidi ai disoccupati che si collegheranno più strettamente ai servizi di orientamento e di formazione.

 

3. LAVORO E FORMAZIONE LUNGO TUTTO L’ARCO DELLA VITA (art. 2)

La riforma vuole rendere più efficaci i modi per entrare o rientrare nel mercato del lavoro regolare attraverso contratti che uniscono alla prestazione lavorativa le necessarie attività di formazione e di riqualificazione professionale.

Le attività di formazione che sono comprese nei contratti di apprendistato e di formazione lavoro potranno essere programmate e organizzate flessibilmente anche con il concorso delle rappresentanze dei lavoratori e degli imprenditori, in modo da superare rigidità come quella relativa alla separazione fra formazione esterna e formazione interna alla impresa.

Le esperienze di lavoro che non costituiscono ancora un rapporto di lavoro sono tutte ricondotte al cosiddetto tirocinio, con il quale i giovani prendono confidenza con il mondo del lavoro, acquisiscono competenza, si fanno apprezzare da possibili datori di lavoro.

 

4. ADATTABILITA’ RECIPROCA TRA LAVORATORI E IMPRESA: NUOVE TUTELE E NUOVE OPPORTUNITA’ (art. 4)

La riforma regola - o riregola - alcuni contratti di lavoro che dovrebbero favorire l’ingresso o la permanenza al lavoro di persone che hanno bisogno di coniugare il tempo di lavoro con quello dedicato alla famiglia, all’apprendimento o ad altri scopi.

Questi contratti sono disciplinati in modo da incoraggiare le imprese ad utilizzarli, superando la tradizionale resistenza a distribuire su più persone la stessa quantità di lavoro.

Attraverso questi contratti sarà possibile regolarizzare forme di lavoro sommerso o dare stabilità attraverso il tempo indeterminato a rapporti che oggi sono precari.

Le nuove norme hanno lo scopo di allargare le tutele e le opportunità per i lavoratori nonché le convenienze per le imprese.

 

La fornitura regolata di lavoro (art. 1, comma 2, lettera m)

Queste norme sono utili a dare maggiori tutele a quei molti lavoratori che prestano la loro opera in un ufficio o in una fabbrica senza dipendere direttamente dall’ente o dall’impresa che tali sedi gestisce.

Questi lavoratori sono spesso dipendenti – per lo più precari di fatto - da società o cooperative che svolgono un appalto di servizi (per funzioni di vigilanza, di pulizia, di logistica, ecc.) la cui legittimità è talora di incerta definizione.

 Altre volte si tratta di lavoratori sommersi.

 Le nuove regole definiranno con maggiore certezza il confine tra l’appalto di servizi (che richiede l’essenziale requisito del rischio di impresa) e la pura fornitura di lavoro (che si pone poi alle dipendenze dell’azienda ospitante). In questo secondo caso la fornitura di lavoro dovrà avere almeno tutti i requisiti richiesti all’agenzia di lavoro temporaneo e tutte le tutele previste per il lavoro interinale

 

I contratti a tempo parziale (art. 3)

In Italia i contratti a tempo parziale sono soltanto 9 su cento, contro il 18 per cento della media europea, il 25 per cento in Gran Bretagna, il 42 per cento in Olanda.

Questi contratti sono richiesti oggi dalle lavoratrici e dai lavoratori, ma sono sgraditi alle imprese, anche perché sono regolati più rigidamente rispetto agli altri paesi europei.

I primati negativi dell’Italia per quanto riguarda l’occupazione femminile (42 per cento) e di coloro che sono tra i 55 e i 65 anni (meno del 30 per cento) sono dovuti anche alla scarsa diffusione dei contratti a tempo parziale.

La riforma si caratterizza per il necessario equilibrio tra l’esigenza dei lavoratori di poter disporre e organizzare una parte del loro tempo per finalità diverse dal lavoro e quella delle imprese di poter ampliare o correggere il tempo di lavoro in relazione all’emergere di nuove esigenze della produzione.

I contratti collettivi e individuali ne definiranno le modalità (congruo preavviso, limiti temporali, remunerazione dello straordinario, ecc.) a tutela del lavoratore.

Il lavoro a tempo parziale, che per lo più è a tempo indeterminato, offre la possibilità di un lavoro a molte più persone e consente in alcuni casi di trasformare in un rapporto a tempo indeterminato forme di lavoro precarie o sommerse.

Basti pensare alla possibilità di sostituire periodici contratti di lavoro stagionali – per definizione precari - con contratti a tempo indeterminato di part time cosiddetto “verticale” (lavoro a tempo pieno per settimane o mesi e periodi di non lavoro).

 

Lavoro intermittente (art. 4, comma 1, lettera a)

Si tratta di contratti di lavoro che prevedono tempi di lavoro certi e/o tempi di lavoro incerti durante i quali la persona è a disposizione ricevendo una adeguata indennità.

Questi contratti - per lo più a tempo indeterminato – offrono adeguate tutele a lavoratori che altrimenti sono saltuariamente impiegati con formule precarie e poco protette, come il lavoro a fattura.

 

Lavoro a coppia (art. 4, comma 1, lettera e)

Il lavoro a coppia è già diffuso in molti paesi industrializzati per consentire a due o più persone (coniugi, madri, studenti, ecc.) di garantire insieme una prestazione di lavoro, distribuendosi liberamente settimane, giornate o parti della giornata di lavoro.

Si tratta di rapporti di lavoro di qualità, a tempo indeterminato, che ampliano la possibilità di entrare o restare nel mercato del lavoro.

 

Lavoro a progetto (art. 4 , comma 1, lettera c)

Le collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.) sono aumentate soprattutto negli anni novanta e hanno rappresentato un modo con cui la realtà ha individuato nelle pieghe della legge le strade per superare rigidità e insufficienze delle regole del lavoro.

La riforma Biagi supera la farisaica accettazione di questa pratica elusiva e riconduce le attuali co.co.co. o al lavoro subordinato o al lavoro a progetto, forma di lavoro autonomo che deve avere un capo e una coda.

Dovranno essere ricondotti a questa tipologia i rapporti in base ai quali il lavoratore assume stabilmente, senza vincolo di subordinazione, l’incarico di eseguire un progetto o un programma di lavoro, o una fase di esso, concordando direttamente con il committente modalità di esecuzione, durata, criteri e tempi di corresponsione del compenso.

Si allargano così le tutele per i lavoratori e le certezze per le imprese, evitando il facile aggiramento dei costi del lavoro subordinato.

 

Lavoro occasionale e accessorio (art. 4, comma 1, lettera d)

La riforma vuole soprattutto far emergere quelle attività di cura e di assistenza (baby sitting, badanti, lezioni private, giardinaggio, ecc.) o comunque di breve durata che oggi sono quasi sempre sommerse.

Oltre a definire in che cosa consistano, le nuove norme consentiranno una facile regolarizzazione di questi rapporti attraverso l’agevole acquisto di tickets da consegnare al prestatore di lavoro cui compete il deposito presso l’istituto previdenziale e assicurativo.

 

5. LA COLLABORAZIONE TRA LE ORGANIZZAZIONI DEI LAVORATORI E DEGLI IMPRENDITORI (art. 5)

La riforma Biagi sostiene la collaborazione tra le rappresentanze dei lavoratori e degli imprenditori attraverso la libera creazione di organismi dalle stesse gestiti per obiettivi condivisi (enti bilaterali)

Le nuove norme impegnano le imprese al rispetto di tutti i contenuti contrattuali che spesso includono anche l’adesione a questi organismi.

Agli enti bilaterali sono in particolare affidati vari compiti che rafforzano i servizi alle persone che cercano lavoro (collocamento), che entrano o rientrano nel mercato del lavoro (formazione), che stipulano contratti di lavoro (certificazione della volontà delle parti).

 In questo modo la riforma intende promuovere un modello di relazioni industriali di tipo partecipativo-collaborativo.

 

6. IL COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA’ DI PREVENZIONE E DI VIGILANZA (art. 8)

Un moderno mercato del lavoro impone l’adattamento dell’apparato ispettivo, che sarà chiamato a svolgere non solo le tradizionali funzioni repressive e sanzionatorie, ma anche vere e proprie funzioni preventive e di sostegno al regolare e corretto funzionamento dei rapporti di lavoro.

Uno stretto coordinamento tra le attività ispettive di Inps, Inail e Ministero del Lavoro consentirà di evitare il loro casuale succedersi nella stessa impresa,allargando – con il superamento delle sovrapposizioni – il loro campo di vigilanza.

 

Per il testo integrale della legge visitare il sito: http://www.welfare.gov.it/

 

 

Lavoro Autonomo         Franchising

 

           
 

Cos'é

Quanto finanzia

         

Cos'é

Cosa finanzia

A chi si rivolge

Cosa finanzia

       

A chi si rivolge

COSA NON FINANZIA

A CHI NON SI RIVOLGE

COSA NON FINANZIA

       

A CHI NON SI RIVOLGE

Come funziona

Cosa si può fare

Come funziona

       

A chi affiliarsi

Presenta la domanda

COSA NON SI PUÒ FARE

Presenta la domanda

          Quanto finanzia

Subentro in Agricoltura

 
 

A chi si rivolge

Quanto e cosa finanzia

Cosa si puó fare

Presenta la domanda

COSA NON SI PUÒ FARE

Cos'é

Il Lavoro Autonomo è una misura prevista dal Titolo II del Decreto 185/2000 pensata per chi vuole mettersi in proprio creando un'impresa da solo, in forma di ditta individuale.

Sviluppo Italia finanzia chi vuole mettersi in proprio attraverso il Lavoro Autonomo con un massimo di 25.823 euro.

Nel biennio 2003-2004 il Lavoro Autonomo ha creato 24.167 nuove imprese nelle quali sono occupate 29.000 persone.

A chi si rivolge

Per  avviare un'attività in forma di Lavoro Autonomo devi essere:

Anche la sede legale e operativa della società deve rientrare nei territori agevolabili.

A CHI NON SI RIVOLGE

Si considerano occupati, e quindi non possono avvalersi di queste agevolazioni:

Con riferimento al punto 1, ai fini della individuazione dei soggetti titolari di rapporti di lavoro dipendente, saranno considerati i criteri di cui al D.P.R 22 dicembre 1986 n. 917 (recante "Approvazione del Testo Unico delle imposte sui redditi") e successive modifiche e integrazioni e, partitamente gli artt. 49 e 50".

Cosa si può fare

Con i finanziamenti per il Lavoro Autonomo puoi avviare iniziative in qualsiasi settore:

COSA NON SI PUÒ FARE
Non puoi avviare iniziative che si riferiscono a: 

e, comunque, relative a settori esclusi dal CIPE o da disposizioni comunitarie.

Quanto finanzia

Le agevolazioni finanziarie concedibili sono:

Il finanziamento a tasso agevolato per gli investimenti è pari al 50% del totale delle agevolazioni finanziarie concedibili (investimento + gestione) e non può superare l'importo di 15.494 euro.

Il contributo a fondo perduto per gli investimenti è pari alla differenza tra l'ammontare degli investimenti ritenuti ammissibili e l'importo del finanziamento a tasso agevolato.

Il contributo a fondo perduto per le spese di gestione sostenute nel primo anno di attività non può in ogni caso superare l'ammontare di 5.165 euro.

Il totale dei contributi a fondo perduto (investimenti + gestione) è pertanto pari al 50% delle agevolazioni complessivamente concesse.

Al momento della stipula del contratto di agevolazione puoi avere un anticipo pari al 40% del totale dei contributi concessi in conto investimento; il restante 60% ti verrà erogato in un'unica soluzione a saldo, una volta completati gli investimenti.

Cosa finanzia

Puoi utilizzare i finanziamenti per l'investimento per:

Puoi utilizzare i finanziamenti per la gestione per:

COSA NON FINANZIA
Non puoi utilizzare i finanziamenti per:

Come funziona

Per ottenere le agevolazioni devi presentare una domanda con le indicazioni dell'attività che vuoi avviare e sulla tua idea imprenditoriale, insieme ad alcuni allegati che attestano l'esistenza dei requisiti di legge richiesti.

Puoi compilare la tua domanda direttamente online utilizzando l'apposita scheda.
La domanda va poi inviata, senza alcuna modifica, tramite raccomandata A.R., insieme agli allegati, alla sede di Sviluppo Italia regionale competente per il tuo territorio.

Dopo una prima fase diretta a verificare la validità formale della tua domanda, il tuo progetto imprenditoriale verrà sottoposto a un rapido processo selettivo di valutazione, per verificare l'effettiva realizzabilità della tua idea dal punto di vista tecnico, economico e finanziario.
In caso di approvazione verrai convocato per la stipula del contratto e dal momento della firma la tua impresa potrà usufruire, durante il primo anno di attività, di un servizio totalmente gratuito di assistenza tecnica e gestionale.

Presenta la domanda

Se hai intenzione di chiedere i finanziamenti previsti dalla misura del Lavoro Autonomo per il tuo progetto di impresa compila la domanda on line entrando nella sezione dedicata all'autoimpiego, dove troverai maggiori informazioni.

Franchising

Cos'é

Il Franchising è misura prevista dal Titolo II del Decreto 185/2000 indicata per chi vuole avviare una nuova impresa ma non vuole partire da zero, e preferisce affiliare la propria impresa ad un marchio già affermato.

Il Franchising è infatti un accordo di collaborazione che vede da una parte un'azienda  con una formula commerciale consolidata (franchisor) e dall'altra una società o una persona fisica (franchisee) che aderisce a questa formula.

L'azienda "madre" (franchisor) concede all'affiliato (franchisee) il proprio marchio, oltre ad assistenza tecnica e consulenza sui metodi di lavoro. In cambio il franchisee si impegna a rispettare standard e modelli di gestione e produzione stabiliti dal franchisor.

I risultati di questa nuova formula di fare impresa sono stati incoraggianti: nel biennio 2003-2004 il franchising ha creato 109 nuove imprese dove hanno trovato occupazione 218 persone.

Per saperne di più ed essere aggiornati in maniera semplice e costante iscrivetevi a Sviluppo Italia Inform@ la newsletter del Gruppo SI.

A chi si rivolge

Se vuoi avviare la tua iniziativa in qualità di franchisee (affiliato) puoi proporre il tuo progetto sia da singolo, costituendo una ditta individuale, sia in gruppo, costituendo qualsiasi tipo di società (escluse le cooperative e le società di fatto).

Le ditte individuali devono essere costituite dopo la presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni, mentre le società devono esserlo in data antecedente.

Per proporre un'iniziativa in Franchising in forma di ditta individuale devi essere:

Anche la sede legale e operativa della società deve rientrare nei territori agevolabili.

A CHI NON SI RIVOLGE
I finanziamenti per il franchising non si rivolgono a società che abbiano già iniziato la loro attività.

Si considerano occupati:

A chi affiliarsi

È possibile presentare domanda di affiliazione solo con i franchisor convenzionati con Sviluppo Italia.

È qui disponibile l'elenco dei franchisor che hanno stipulato la Convenzione di accreditamento con Sviluppo Italia.
Di ciascuno di essi puoi consultare:

Quanto finanzia

Le agevolazioni che puoi ottenere per avviare un'attività di Franchising sono:

L'importo complessivo del fondo perduto non può superare il 50% del totale dei contributi concessi, mentre l'ammontare complessivo delle agevolazioni finanziarie non può superare il limite del "de minimis", pari a 100.000 euro.

Cosa finanzia

Puoi utilizzare i finanziamenti per l'investimento per:

Puoi utilizzare i finanziamenti per la gestione per:

COSA NON FINANZIA
Non puoi utilizzare i finanziamenti per:

Come funziona

Per ottenere le agevolazioni devi presentare una domanda con le indicazioni sull'attività che vuoi avviare e sulla tua idea imprenditoriale, insieme ad alcuni allegati che attestano l'esistenza dei requisiti di legge richiesti.

Puoi compilare la tua domanda direttamente online utilizzando l'apposita scheda.

La domanda va poi inviata, senza alcuna modifica, tramite raccomandata A.R., insieme agli allegati, a:

Sviluppo Italia S.p.A.
Funzione Sostegno Politiche Occupazionali
Via Pietro Boccanelli, 30
00138 - ROMA

Dopo una prima fase, diretta a verificare la validità formale della tua domanda, sarai messo in contatto direttamente con il franchisor prescelto per redigere, con la sua collaborazione, il progetto di impresa. Quest'ultimo verrà poi sottoposto a un rapido processo di valutazione, per verificare l'effettiva realizzabilità della tua idea dal punto di vista tecnico, economico e finanziario.

In caso di approvazione, firmerai il contratto di affiliazione. Verrai poi convocato per la stipula del contratto e, dal momento della firma, la tua impresa potrà usufruire, durante il primo anno di attività, di un servizio totalmente gratuito di assistenza tecnica e gestionale.

Presenta la domanda

Se hai intenzione di chiedere i finanziamenti previsti dalla misura del Lavoro Autonomo per il tuo progetto di impresa compila la domanda on line entrando nella sezione dedicata all'autoimpiego, dove troverai maggiori informazioni.

 

Subentro in agricoltura

A chi si rivolge

Il Subentro in agricoltura è uno degli incentivi in favore dell'autoimprenditorialità previsti dal Titolo I del Decreto 185/2000 rivolto a giovani agricoltori che intendono subentrare a un parente entro il terzo grado nella conduzione di un'azienda agricola.

Per usufruire delle agevolazioni è necessario:

I giovani devono risultare Imprenditori Agricoli Professionali (IAP), secondo quanto previsto dal D. Lgs. 99/2004, subentrati nella azienda agricola del conducente uscente da non più di 12 mesi dalla data di presentazioni della domanda di ammissioni alle agevolazioni, ovvero subentrati per mortis causa ad un parente entro il terzo grado, purché il progetto sia inoltrato nei 6 mesi successivi al decesso.

Nel caso in cui non siano ancora subentrati, devono impegnarsi a conseguire la qualifica di IAP al momento della deliberazione di ammissione alle agevolazioni e di formalizzare l'avvenuto subentro al conduttore uscente, non oltre tre mesi dalla stessa data.

Cosa si può fare

I progetti d'impresa possono riguardare la produzione, la trasformazione e la commercializzazione di prodotti in agricoltura, comprese le attività di agriturismo (compatibili limitatamente a misure di diversificazione del reddito agricolo).

È possibile consultare l'elenco dei prodotti agricoli stabiliti dalla UE nel file allegato in fondo alla pagina.

Sono agevolate solo le ditte individuali.

I progetti devono perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:

COSA NON SI PUÒ FARE
Sono esclusi dal finanziamento i progetti che prevedono investimenti di mera sostituzione di beni preesistenti.

Attenzione
Esistono limitazioni ai finanziamenti derivanti dalla vigente normativa comunitaria.
I progetti in agricoltura (compresi quelli destinati ad attività agrituristica) devono essere compatibili con le disposizioni contenute nei POR e nel PSR (Piano di Sviluppo Rurale).

Quanto e cosa finanzia

Gli investimenti previsti per migliorare, riconvertire o valorizzare l'impresa agricola esistente non devono superare 1.032.000 euro.

Finanziamenti per l'investimento
Consistono in contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato concessi entro i limiti stabiliti dall'Unione Europea.
In particolare, per i progetti nel settore della produzione agricola le agevolazioni sono concedibili esclusivamente in termini di ESL secondo i limiti fissati dagli Orientamenti (GUCE C 28/2000) che prevedono:

Tali massimali possono essere elevati di 10 punti percentuali per i giovani agricoltori ai sensi del punto 4.1.1.2 degli Orientamenti.

Per i progetti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, le agevolazioni sono concedibili esclusivamente in termini di ESL secondo i limiti fissati dagli Orientamenti (GUCE C 28/2000) che prevedono:

Ai fini del calcolo di ESL concorrono eventuali altre agevolazioni finanziarie pubbliche concesse al beneficiario.

Secondo le disposizioni di cui all'art. 72 della Legge n. 289/2002, l'ammontare della quota di contributo soggetta a rimborso non può essere inferiore al 50% dell'importo contributivo. Si precisa che il totale del premio per il primo insediamento dei giovani agricoltori, degli aiuti destinati all'assistenza tecnica e del contributo c/investimento non può superare l'importo del mutuo agevolato erogabile.

Finanziamenti per la gestione
In conformità alle disposizioni comunitarie non sono previsti contributi per le spese di gestione.
Per l'insediamento di giovani agricoltori è previsto un premio unico dell'importo massimo di 25.000 euro.

Vincoli
Le agevolazioni sono subordinate alla sussistenza delle seguenti condizioni:

Servizi di assistenza tecnica
Si tratta di servizi finalizzati alla crescita imprenditoriale del giovane imprenditore e comprendono:

Sono erogabili per un importo massimo pari a 100.00,00 € e per un periodo di 3 anni e secondo le modalità descritte nel Format dello Studio di Fattibilità.

Presenta la domanda

La domanda deve essere redatta secondo il modello predisposto da Sviluppo Italia a cui vanno allegati, in duplice copia, i seguenti documenti:

La domanda va presentata a mezzo raccomandata A.R. a:
Sviluppo Italia S.p.A.
Funzione Creazione d'Impresa 
Via Boccanelli, 30
00138 - Roma